Nasce a Casablanca e da questo prende il nome “SIMON CASABLANCA”, cresce in un ambiente di cultura a diversi orizzonti (arabo-marocchina ed europea) in una famiglia di artisti quali cantanti e musicisti.
A Casablanca frequenta “L’accademie des beaux arts de Casablanca” e “Le conservatoire municipale” della stessa città per intraprendere la sua strada anche nella moda ballerino e coreografo con cultura e bagaglio artistico che gli permette di intraprendere qualunque forma di arte con uno stile tutto suo. Trova la sua strada nello spettacolo e nello specifico nella danza del ventre. Dalle prime esibizioni si differenzia sempre come star;molto richiesta la sua sublime sfacciataggine, coraggiosa e trasgressiva , bella ed insolita, fine ed erotica, misteriosa e affascinante, divina e sognante , irreale ma vera performance ed espressione artistica. Nella danza si adatta a tutte le condizione dell’ambiente che lo circonda per dare di tutto di più, proprio perchè esprime il meglio di quello che sente per la sua arte” La danza “
arriva in Italia , continua il suo cammino nella danza con spettacoli ed esibizione meravigliose ed insegna nelle più prestigiose scuole.
Opinioni molto importanti di simon
(Il peccato –dice- è stato l’apparire spesso malvolentieri solo nei harem o nelle serate private –la cosa che purtroppo o per fortuna era di moda- , il che non arricchisci e non incrementa la storia della carriera artistica , nonostante la gratificazione, il piacere e la soddisfazione che ti può dare l’esibizione davanti ad anime morbosamente affamate della tua arte: consumandola fine all’ultimo dettaglio della scia che lascia la coda di un gesto sconsiderato di una mano o un gomito, di un fianco o addirittura di un strascico chi segue con amore e tenerezza una gamba semicoperta, o pur l’abbaglio dei lustrini e paillette di un ricco costume finemente ed elegantemente portato come simbolo e convinzione di un autentica e misteriosa, vissuta e ben sentita tradizione e civiltà) .
La danza del ventre è il movimento che nasce dal centro di noi stessi.
Perché la danza del ventre? Semplicemente per il desiderio di imparare questa danza cosi bella,fare qualcosa per migliorare il proprio aspetto, senza annoiarsi né stressarsi; vivere la propria sensualità , il proprio lato femminile e il proprio erotismo…le motivazione sono molto diverse. Danzare significa ripetere infinite volte gli stessi esercizi; naturalmente questo vale anche per la danza del ventre . Inoltre, spesso scopriamo alcuni limiti che ci vengono dal nostro corpo o dalla psiche. Tuttavia riusciremo sempre più spesso a superare questi ostacoli .Chi si avvicina alla danza del ventre e impara a conoscere sé stesso, scoprirà presto ciò che continua a motivarci : la percezione del centro di noi stessi , la sensazione di connessione con la terra e, allo stesso tempo, la leggerezza di questa danza , l’armonia fra corpo e musica e, infine, la gioia di constatare le infinite capacità che sono innate in noi. La magia di certe musiche fa che l’anima e il corpo manifestino pulsante di energia cosmica chi fa sentire di essere capacita di varcare il confine tra possibile e impossibile e viaggiare tra il reale e il simbolico , lo spazio oltre nel quale tutte le possibilità umane si trasformano in una dimensione di profonda intensità comunicativa nella quale l’uomo si trasforma e perviene ad una integrazione totale di sé e del mondo.
Cosa si nasconde dietro lo sguardo di un danzatore orientale facendo tintinnare tra le dita i suoi cimbali d’ottone?
Quali sono i segreti dei cinque movimenti della danza con la cui Salomé incantò Erode?
Il suo fascino conturbante e allusivo,sensuale ma velato possiede ancora una scintilla di magia di quel mondo orientale che ha acceso la fantasia del nostro immaginario. La mimica del cammello e del serpente, del parto dell’amore non sono soltanto figure rappresentative da ammirare, interpretate con grazia ed abilità come nel balletto classico europeo, bensì esplosioni d’energia che coinvolgono lo spettatore in quanto vissute interiormente del danzatore.
Ma come poteva una società che rinchiudeva la donna dentro la riservatezza delle mura domestiche, la celava nell ’impenetrabilità degli harem, le nascondeva il volto dietro un insondabile velo consentirle di praticare questa danza come mestiere ? “Il corpo svelato” ,che non è solo un’esposizione tecnica della danza del ventre,lancia un lungo, profondo sguardo nel mondo sensuale (indifferentemente dal sesso: maschile o femminile chi sia) della società araba.